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Archive for marzo 2009

Primi sviluppatori su MarketPlace

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Microsoft ha annunciato ufficialmente i primi sviluppatori che pubblicheranno applicazioni su MarketPlace. L’obbiettivo è quello di ripetere l’enorme successo dell’AppStore.

I primi sviluppator usufruire del MarketPlace saranno EA Mobile, Facebook, Gameloft, MySpace, Namco, Pandora e Sling Media.

Nomi importanti per uno store di e-commerce che (stando alle immagini rilasciate sinora, esteticamente) risulta esteticamente arretrato rispetto all’app store di Apple.

Tra le novità rilevanti, rispetto alla sua controparte di Cupertino, la Microsoft annuncia che gli sviluppatori potranno creare dei negozi virtuali propri all’interno completamente personalizzabili all’interno del MarketPlace.

Fonte: http://www.engadget.com

Written by cuky85

31 marzo 2009 at 20:29

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In-App Purchase: AppStore si trasforma irreversibilmente

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Una grande novità presentata il 17 Marzo, durante l’introduzione ufficiale di Apple al firmware 3.0, è In-App Purchase che rivoluzionerà per sempre AppStore; vediamolo insieme, con i vantaggi e svantaggi che ne deriveranno.

L’App-In Purchase permetterà agli sviluppatori di vendere software aggiuntivo per le applicazioni già presenti su AppStore. In soldoni sarà possibile,  per esempio, comprare nuovi livelli per un gioco, dopo averlo regolarmente acquistato.

in-app-purchase

Cosa significa In-App Purchase per l’utente:

1) I giochi o le applicazioni che verranno acquistati, saranno estendibili attraverso pratici add-on aumentando di molto la longevità del prodotto.

2) Invece di dover aggiornare di continuo i programmi sul dispositivo, si potranno scegliere in prima persona le features che interessano o meno, decidendone l’installazione.

3) Il costo iniziale delle applicazioni molto probabilmente diminuirà: visto che il software sarà estendibile attraverso pagamenti, molti sviluppatori ridurranno il costo delle loro app confidando negli add-on.

4) Il sistema di pagamento di Apple rende davvero facile fare acquisti “In-App”, senza dover uscire o compiere passaggi aggiuntivi.

5) A volte però potrebbe essere necessario spendere molto di più per ottenere una app completa rispetto l’attuale sistema.

purchase

Cosa significa In-App Purchase per lo sviluppatore:

1) Vendendo pack aggiuntivi, i developer potranno guadagnare cifre maggiori.

2) Gli sviluppatori non dovranno più creare versioni Lite: infatti basterà vendere il programma base ad un prezzo irrisorio e poi permette l’acquisto di funzioni aggiuntive. Niente più sviluppo gratuito per invogliare all’acquisto.

3) Applicazioni di grande potenziale potrebbero passare inosservate: infatti se gli utenti non comprano, la software house non realizzerà pack aggiuntivi che altrimenti avrebbero valorizzato il programma.

4) Apple non permette l’utilizzo della nuova funzione nelle applicazioni gratuite: gli sviluppatori quindi preferiranno sviluppare software, che sarà estendibile,  e metterlo in commercio.

5) Apple detiene sempre il 30 percento sulle vendite, anche quelle avvenute attraverso “App-In”

Fonte: http://www.iphoneitalia.com

Written by cuky85

30 marzo 2009 at 18:04

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App Store, anche il reso è fonte di introito

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“In caso di reso di un’applicazione iPhone, gli sviluppatori sono tenuti a pagare il margine perduto di Apple”

Apple ha riservato agli sviluppatori iPhone una spiacevole sorpresa. Nel caso un utente decida di sfruttare il diritto di reso – consentito fino a 90 giorni dall’acquisto di un’applicazione –  gli sviluppatori sono obbligati a pagare a Apple una commissione.

In pratica, se da una parte l’azienda di Cupertino procede alla completa restituzione del credito all’utente, dall’altra pretende dai tecnici indipendenti quel 30% che normalmente riceve per la distribuzione via App Store.

Questa norma è stata inserita recentemente nel contratto che Apple fa firmare a tutti sviluppatori indipendenti. A questo punto è evidente che per alcuni professionisti l’attività di vendita potrebbe diventare economicamente rischiosa.

Fonte: http://www.tomshw.it

Written by cuky85

30 marzo 2009 at 17:49

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appStore: piccoli sviluppatori penalizzati?

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Se da un lato le potenzialità della piattaforma, l’interesse da essa suscitato e gli straordinari volumi di vendita richiamano sempre più sviluppatori sulla piattaforma iPhone OS – secondo le stime iniziali le partecipazioni al WWDC di quest’anno dovrebbero polverizzare ogni record – ci sono alcuni aspetti contrattuali che fanno storcere il naso a più di un developer, soprattutto gli indipendenti.

Alcune clausole del contratto sottoscritto con Apple, infatti, sono particolarmente penalizzanti per chi produce applicazioni, per esempio i pagamenti: sappiamo bene, infatti, che Apple trattiene il 30% dell’incasso quale contributo per la gestione del processo di vendita, tuttavia è da rilevare che i pagamenti agli sviluppatori sono distinti per l’incasso di ognuna delle valute in cui il prodotto è venduto. Se una applicazione è presente sugli App Store americano, inglese ed italiano, lo sviluppatore percepirà 3 assegni: il problema sta in un limite minimo, imposto da Cupertino, per l’importo del pagamento, fissato a 100$ (o euro, o sterline ecc.). L’app, dunque, dovrà vendere per circa 140$, prima che lo sviluppatore possa percepire la propria quota.

A questo va aggiunta la politica seguita da Apple in materia di rimborsi.
Come prevedono le leggi vigenti, su App Store è valido il diritto di recesso da parte dell’utente, che viene rimborsato del 100% qualora decida di esercitarlo.
In questo caso, tuttavia, il contratto tra Apple e gli sviluppatori prevede che questi ultimi debbano, in caso di recesso, corrispondere loro stessi ad Apple i prezzo totale del prodotto, sul quale Apple tratterà comunque il proprio 30%.

Questo tipo di politica va a penalizzare non tanto le grosse aziende di sviluppo software approdate su App Store, che possono contare su profili societari solidi, quanto invece i piccoli sviluppatori indipendenti, che rischiano di essere stritolati da ritardi e clausole “capestro”.

Per il momento, con App Store in fortissima crescita, questi svantaggi possono essere giudicati accettabili a fronte degli ingenti volumi di vendita garantiti, ma il problema rimane e merita di essere portato all’attenzione.

Fonte: http://www.melablog.it

Written by cuky85

30 marzo 2009 at 17:24

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l’appstore non ha rivali

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tabella comparativa

tabella comparativa

L’enorme successo dell’AppStore ha inevitabilmente portato la concorrenza a creare degli store online di applicazioni per non rimanere indietro nei confronti di Apple. Da un’analisi fatta dalla Global Intelligence Alliance Group emerge, però, che AppStore rimane saldamente il leader incontrastato del settore. L’analisi ha preso in considerazione, oltre all’AppStore, anche Android Market di Google, lo store Ovi di Nokia, Storefront per il mondo BlackBerry, e due store soltanto annunciati: Skymarket di Microsoft per tutti i dispositivi Windows Mobile, e il webOS Software Store di Palm per il nuovo Pre.
Per analizzare obiettivamente tutti i mercati, compresi i due non ancora pronti, sono state prese in considerazione alcune variabili: il time to market (tempismo di lancio sul mercato), la bravura nell’attrarre sviluppatori, i dispositivi abbracciati, l’interfaccia e la massa critica di applicazioni che consentono di attrarre gli utenti.
AppStore è risultato il primo in classifica, sia perchè ha di fatto inaugurato questo nuovo mercato, ma anche per aver ottenuto il massimo dei voti per quanto riguarda l’interfaccia, l’esperienza dell’utente e la varietà delle applicazioni disponibili.

Fonte: http://www.iphoneitalia.com

Written by cuky85

26 marzo 2009 at 14:54

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